«Abramo alzò gli occhi e vide che tre uomini stavano in piedi presso di lui. Appena li vide, corse loro incontro dall'ingresso della tenda e si prostrò fino a terra, dicendo: Mio signore, se ho trovato grazia ai tuoi occhi, non passare oltre senza fermarti dal tuo servo [...]  Allora Abramo andò in fretta nella tenda, da Sara, e disse: Presto, tre staia di fior di farina, impastala e fanne focacce. All'armento corse lui stesso, Abramo; prese un vitello tenero e buono e lo diede al servo, che si affrettò a prepararlo. Prese panna e latte fresco insieme con il vitello, che aveva preparato, e li porse loro. Così, mentre egli stava in piedi presso di loro sotto l'albero, quelli mangiarono» (Genesi 18,1-3.6-8).

In questo brano della Genesi, si comprende come  Abramo non ha esitazioni nel praticare una ospitalità generosa e pronta ai visitatori di passaggio: simbolicamente allarga la tenda della sua vita per fare spazio e condividere non i resti e gli avanzi della sua dispensa, ma il meglio. 

Questa scena richiama quella carità e condivisione che il tempo di quaresima, in modo particolare, propone. Prima ancora dell'aiuto materiale, Abramo "spezza il pane" dell'apertura del cuore quando si fa incontro e si mette in dialogo, con un gesto che suona fin quasi eccessivo: si prostra davanti ai suoi ospiti. Una esagerazione che troverà risposta generosa da quel Dio che al tempo stesso si fa trovare e si cela nei panni di chi è più fragile ed esposto... come un pellegrino straniero di passaggio, come i tanti poveri che incontriamo nell'esperienza missionaria.

Spezziamo anche noi
il pane dell'ospitalità,
accogliamo la sfida dell'incontro,
condividiamo generosamente!

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I progetti missionari presentati dai missionari fidei donum e dalle suore francescane Elisabettine ci mettono innanzitutto in comunione con le loro chiese e la loro gente. Noi tutti sappiamo quanto lavorino i nostri missionari – preti, religiosi, religiose o laici che siano – in profonda solidarietà con la vita delle popolazioni alle quali sono mandati. A questo loro impegno noi vogliamo continuare a non sentirci estranei, e la proposta quaresimale è un modo molto concreto di prendervi parte. Quanto raccolto non solo nella quaresima di fraternità ma anche durante tutto l’anno, consentirà alla nostra Chiesa diocesana di sostenere molte iniziative dei nostri missionari, nei vasti campi dell’evangelizzazione, dell’educazione, della tutela della salute e del lavoro, della pastorale a favore della famiglia, dei giovani e dell’infanzia, e di farsi così vicina, attraverso di loro, a tanti fratelli sparsi nel mondo.

Lo strumento per raccogliere il segno di solidarietà, non solo dei bambini e dei ragazzi, è il salvadanaio. Si invita a consegnarlo a ciascun gruppo attivo in parrocchia, oltre a quelli della catechesi, magari in un momento dedicato come può essere la celebrazione del Mercoledì delle Ceneri o durante la messa della prima domenica di Quaresima, così da coinvolgere tutta la comunità. 

Si possono poi invitare le famiglie a porre il salvadanaio in un punto significativo della casa, “l’angolo bello”, come segno di condivisione e fraternità. La restituzione potrebbe avvenire all’interno del triduo pasquale valorizzando questo momento di solidarietà con i poveri.

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L'ufficio missionario sostiene alcuni progetti di missionari nativi della diocesi.
Scopri quali cliccando il link qui sotto

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