il contesto

Negli ultimi mesi come diocesi stiamo iniziando a valutare la possibilità di allargare la nostra esperienza missionaria non solo con i venezuelani che migrano in Roraima, ma facendoci prossimi anche nella loro terra.

Questo potrà prevedere una nostra presenza nella città di Pacaraima, situata al nord di Roraima, al confine con il Venezuela. Progressivamente si potranno prevedere, in comunione con la chiesa locale brasiliana, alcuni contatti in terra venezuelana per incontrare le comunità lì presenti e offrire aiuto.

Il Venezuela è una realtà molto complessa: dopo la crisi costituzionale, lo Stato è venuto meno in molti servizi creando una grave crisi umanitaria e la fuga all’estero di più di sei milioni di persone (su circa 35 milioni totali di abitanti), e il flusso non si arresta. Purtroppo, attualmente, è difficile individuare cammini di speranza e di uscita da questa situazione. Il sud del paese è luogo di sfruttamento minerario (oro, diamanti, coltan…) senza regole, a scapito della dignità delle persone.

Stiamo valutando, non da soli, la possibilità di un progetto che possa appoggiare e sostenere la vita di queste comunità.

PROGETTO

Individualismo e indifferenza all’altro sono forme di egoismo che risultano purtroppo amplificate nella società del benessere consumistico e del liberismo economico; e le conseguenti disuguaglianze si riscontrano anche nel campo sanitario, dove alcuni godono delle cosiddette “eccellenze” e molti altri stentano ad accedere alle cure di base. Per sanare questo “virus” sociale, l’antidoto è la cultura della fraternità, fondata sulla coscienza che siamo tutti uguali come persone umane, tutti uguali, figli di un unico Padre.

Dal messaggio di papa Francesco per la Giornata mondiale del malato 2022

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